Nel paese delle creature selvagge
Questo condensato di commedia grottesca e stupefatta noia è la terza regia del poco prolifico Spike Jonze che tutti hanno potuto odiare una decina di anni fa grazie al suo primo lungometraggio Essere John Malkovich (1999). 3 anni dopo fu la volta di Il ladro di orchidee, altra stranizia del “mondo degli autori”. Se queste due pellicole potevano vantare la brillante sceneggiatura di Charlie Kaufman, quest’ultimo Nel paese delle creature selvagge risente proprio della mancanza della scrittura Kaufmaniana per essere rimpiazzata da quella dello stesso Jonze che seppur talentuoso come regista “figurativo” ha difficoltà a comprendere la differenza tra l’interno della sua testa e l’esterno. Prigioniero di un processo mentale contorto riesce, in questa sua ultima opera, a essere tanto leggero quanto raccapricciante.
Non è facile liquidare questo film in poche parole, essendo stato definito un gioiellino, un capolavoro, e simili. Ma noi proviamo lo stesso.
E’ un piccolo gioiello di noia e bislacco raccapriccio che riassume in se il particolare potere della malinconia al limite dello spleen.
Le creature selvagge ricordano tanto quei pupazzi giganti stile tardi anni ’80 che popolavano le tv locali le domeniche d’inverno.
L’unica nota interamente positiva è la colonna sonora firmata da Karen O and The Kids, che racconta la storia meglio di quanto non facciano le belle immagini.
Riconosciamo però, in questa sede ,un merito di Jonze: è il produttore (colui che ha messo i soldi) e uno dei creatori, della fortunata serie tv Jackass
Consigliato a chi dice “Cioè guarda, secondo me essere gion malcovic è un capolavoro”.
Sconsigliato a chi invece non si sognerebbe mai di dire una minchiata del genere.
Iper-sconsigliato ai bambini (a quelli simpatici almeno).


E di Maurice Sendak non ne parlate nemmeno un secondo? Quale Illustratore
del noto fumetto Where The Wild Things Are che ha ispirato il film..
http://en.wikipedia.org/wiki/Maurice_Sendak
http://images.google.it/images?q=maurice+sendak
Non si tratta di un fumetto ma di un libro illustrato per bambini..
Evidentemente non lo hai guardato con lo spirito giusto. Mi sembra che non ci sia nemmeno una cosa veritiera nella tua descrizione.
il modo in cui riesce a far vivere allo spettatore l’inquietudine del bambino è incredibile, ed il tutto farcito da una colonna sonora incantevole. i “pupazzi” hanno una psicologia ben definita e descritta nè troppo dettagliatamente nè troppo poco, proprio come se a descrivercela siano gli occhi di max.
infine, la storia, nella sua semplicità, riesce a far commuovere e divertire allo stesso tempo. la delicatezza è il punto forte di questo film, certo, se il vostro film preferito è la corrazzata potemkin, allora evitate.
Mi trovo perfettamente daccordo con te. Noleggiato per noia, questa storia ha destato la curiosità e conquistato il cuore di tutta la familgia. Sicuramente lo sconsiglierei a chi va più sul genere ‘Sex and the City’ o roba simile, e consiglierei vivamente di guardarlo con leggerezza, senza aspettarsi nulla, solo così penso si potrà comprendere al meglio tutto ciò che racchiude, e si potrà entrare nel vivo della storia e nella mente di Max (: