L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri, il mezzogiorno del 3D, e l’ (augurato) tramonto del merchandising

Continua il meticoloso lavoro di sceneggiatura, regia e grafica che ha portato al successo i prequel di questo gradevole film d’animazione.
Megaproduzione 20th Century Fox, l’ultimo capitolo della trilogia dell’era glaciale mantiene una impressionante unità stilistica con i capitoli precedenti, grazie alla regia affidata sempre al solito Carlos Sandanha.
Già co-direttore (spesso non accreditato, a seconda delle fonti) insieme a Chris Wedge (anche voce di Scrat) di L’era glaciale, nel 2005 dirige (questa volta come regista alla pari) sempre con Wedge, Robots, 2° lungometraggio di animazione computerizzata 3D per la Fox. Nel 2006 scalza C.Wedge come regista unico de L’era glaciale 2 – Il disgelo.
La casa di produzione Hollywoodiana ci ha visto lungo, e con il terzo capitolo della saga batte i record d’incassi delle sue precedenti produzioni, per quanto riguarda il box office del primo week-end di proiezione. Con un incasso di 6.839.643 di euro spodesta I Simpson – il film (con € 6.091.600) e Shrek Terzo (€ 5.981.734) salendo sul gradino più alto del podio.
Rispetto ai titoli appena citati però il pubblico è più distribuito nelle sale: se I Simpson, attesissimo com’era, era stato lanciato nelle sale italiane in 621 copie (distribuzione che nel nostro paese purtroppo riescono a raggiungere quasi esclusivamente le megaproduzioni USA) guadagnando così 9.809 € per copia (o sala), L’era glaciale piovuto in 900 copie sul mercato di fine agosto (che di certo non propone titoli da Blockbuster concorrenziali) rende ben 8.486 euro l’una.
Per dare un’idea dell’impatto nel week-end de l’alba dei dinosauri nelle sale, il secondo in classifica di incassi è Il messaggero con 217.000 miseri euro, arrivato a € 851.000 in ben dieci giorni.
Dimostratosi una gallina dalle uova d’oro, daremo poi anche uno scorcio sul merchandising relativo al film, realizza il 3° miglior incasso di sempre, in Italia (parliamo sempre del “primo week-end”).
L’argento è attualmente ancora detenuto, con € 7.035.146, da Pinocchio (R.Benigni, 2002) che detiene anche il non meritorio titolo di “film più costoso del cinema italiano”, mentre il campione, con un inarrivabile 8.163.303 di euro, è Il Codice Da Vinci /R.Howard, 2006) che ha sfruttato una strana congiunzione di lettori/spettatori che nell’Italia moderna è più rara di un terremoto durante un’eclissi solare di venerdi 17, a mezzanotte davanti a uno specchio recitando l’Ave Maria al contrario.

Il film mantiene la struttura già conosciuta: fotografia della situazione presente – problema – viaggio per la risoluzione del problema – lieto fine. L’elemento più importante è il viaggio. Il genere portante dei L’era glaciale è infatti il road-movie, che gioca però le sue carte migliori nell’interpretazione di personaggi. Un punto a favore della versione italiana è infatti l’ottimo cast di doppiatori (sempre gli stessi) che contribuisce all’approfondimento psicologico dei personaggi:

  • Manfred – Leo Gullotta
  • Sid – Claudio Bisio
  • Diego – Pino Insegno
  • Ellie – Roberta Lanfranchi
  • Crash – Francesco Pezzulli
  • Eddie – Lee Ryan

La storia è simpatica e fantasiosa, anche se non mancano critici che amareggiati dall’anacronismo e dall’imprudenza scientifica bocciano il film nella sua totalità. In particolare A.O.Scott  su “The New York  Times” scrive “L’idea che una calda e verdeggiante terra, popolata di rettili giganti, possa essere rimasta sotto i ghiacci preistorici, mi dispiace ma la trovo un’emerita stupidaggine. […] a tutto c’è un limite. L’alba dei dinosauri durante l’era glaciale? Qualcuno alla 20th Century Fox ha voglia di scherzare?“. Fortunatamente Scott non era il responsabile delle pubblicazioni di Jules Verne…

In linea con i due episodi precedenti, il mal assortito gruppo conosce un nuovo interessante personaggio: il carismatico super furetto Buck. Tipico avventuriero che vive in ragione del suo nemico giurato, Buck è direttamente ispirato alla figura del capitano Achab (tant’è che più scene sono un inequivocabile omaggio al libro) condito con un po’ più di pazzia e di demenziale dinamicità.
Numerosissime le scene divertenti, la metà delle quali prende spunto proprio dai nuovi personaggi: Buck o i piccoli tirannosauri adottati da Sid.
C’è inoltre maggior spazio in favore di Scrat che oltre ad inaugurare la narrazione farà comparizioni più lunghe e divertenti.

Non svelerò altro della trama per passare a qualche aspetto più tecnico.
L’era glaciale 3
animato grazie al contributo degli Blue Sky Studios (che stanno già realizzando la serie tv “Ice Age – The Series”, sempre in co-produzione con Fox, che andrà in onda in USA nel 2010) viene proiettato dove possibile in 3-D. Si stima che in Italia siano circa 150 le sale che lo proiettano in tal modo.
Ed è  un buon segno che il cinema, dopo anni di guerra alla pirateria, abbia deciso finalmente di puntare sullo specifico delle sale cinematografiche.
Il 3-D riesploso ultimamente, può essere considerato la seconda ondata di questo fenomeno che in seguito a un primo successo negli anni ’50 subì un brusco tracollo poco dopo a causa dell’inadeguatezza tecnica del prodotto.
Gli enormi passi dell’industria tecnologia ci hanno riportato sulla strada del tridimensionale riveduto e corretto. Ora i film (per lo più di animazione, in quanto la tecnica funziona sul digitale) vengono proiettati in RealD. Quindi anziché utilizzare gli obbrobriosi occhialini di carta con le lenti in plastichina rosse e blu adesso possiamo vedere i film con degli occhiali più simili ai moderni ed ergonomici modelli da sole. Non più approssimativo anaglifo o stancante IMAX-3D (che ha provato a tirar su la testa verso la fine degli ’80), ma Polarizzazione Circolare dell’immagine da abbinare ad occhiali con lenti polarizzate prodotti da studi ottici che hanno finalmente trovato una sinergia aziendale con gli esercenti cinematografici.
Il 3-D ora disponibile è migliore della stereoscopia sfruttata dall’anaglifo che tendeva a omogeneizzare i colori, e permette allo spettatore di muovere comodamente la testa piuttosto che tenerla perfettamente perpendicolare come invece richiesto dalla polarizzazione lineare.
Ma l’avvolgenza visiva è ancora ben lontana. Il 3-D oggi infatti tratta ancora le immagini come piani diversi ma paralleli. E’ una illusione di profondità che “marionettizza” l’immagine e non fornisce neanche un effetto intelligente di sfocatura automatica sui diversi piani. Come vedere le immagini attraverso un obiettivo con una ampissima apertura focale.
In un’intervista rilasciata nei primi mesi del 2009, Jeffrey Katzenberg, direttore della DreamWorks Animation SKG, ha dichiarato che gli Studios si stanno muovendo nella direzione di migliorare sempre di più la tecnologia dietro il tridimensionale in modo tale da raggiungere un livello di eccellenza pari a quello ottenuto nell’audio.

Questo per dire che chi non dovesse vederlo in 3-D si è perso soltanto un esercizio di diffusione tecnologia superfluo. Ma anche questo serve ad attirare gli spettatori. E magari spingerli a comprare uno degli innumerevoli oggetti nati dallo sfruttamento del marchio:
si va dai videogiochi (IceAgeGame) sviluppati per tutte le piattaforme (PS2, PS2, XBOX 360, Nintendo DS, Wii, e naturalmente PC)

all’abbigliamento per chiunque. Magliette per ragazzi, felpe da uomo, canottiere da donna, boxer, cappellini e anche tutine e t-shirt per neonati (tutti acquistabili all’indirizzo http://www.iceagemovie.com/) e troppo altro.

Come si vede da queste immagini lo sfruttamento del brand non ha limite. Cappellini, ciondoli, braccialetti, figurine, soprammobili, action figures, frisbee, borse per lo sport, borse-frigo, poster, pupazzetti, giocattoli di ogni tipo e diari per la scuola. Ma forse il pezzo migliore sono i Concept Artwork (ovvero semplici stampe da appendere al muro) in vendita alla modica cifra che oscilla tra i 125 e i 395 dollari, a seconda della bellezza e delle dimensioni. Manca solo il cibo in scatola e per il resto si potrebbe vivere con il materiale prodotto per L’era glaciale 3. Si perché questi oggetti sono i nuovi prodotti. Mi sono risparmiato l’innumerevole quantità di oggetti venduti grazie al primo e al secondo capitolo, dove tra le tante fesserie messe in vendita e naturalmente acquistate, vi sono anche degli inutilissimi coni gelato di plastica.

Non è qui mia volontà iniziare una lunga e pericolosa critica della società consumistica che sfrutta l’essenza di ogni cosa le capiti a tiro. E’ comunque necessario notare come L’alba dei dinosauri in una logica della speculazione abbia naturalmente più diritto a diventare un oggetto cultuale che permette di vendere tanti altri oggetti non cultuali, di quanto possa averne Madagascar 2.

Giandomenico Casetti Bolognini per comequelfilm.wordpress.com

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~ di giansignoremerendini su settembre 2, 2009.

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