Inglorious Basterds

vert. Bastardi

Andare a vedere un film di Tarantino non è semplice. Il primo istinto è cercare di capire quale sia la strada che il regista ha preso: sai che dopo Kill Bill Volume 1, Grindhouse e Jackie Brown, puoi trovarti di fronte a qualcosa che spiazza completamente.
E’ strano vedere come invece Tarantino abbia fatto un passetto in avanti dimostrando di aver imparato la misura e la moderazione. Mai tanta misura era stata vista un un film di Tarantiniana genesi. Il regista abbandona le tendenze ad inquadrature feticiste. Ha abbandonato l’effetto ultra-violenza di derivazione Kubrick. Dimentica anche il dialogo alla PulpFiction/LeIene per reinventarlo in un più maturo poliglottismo europeo. Lo stile delle battute è cambiato in 15 anni di film, ma Tarantino rimane sempre un’esteta del linguaggio.
Il protagonista di Bastardi senza gloria, il portabandiera della “lingua prima dell’azione” è senz’altro il Colonnello Hans Landa, interpretato dall’ottimo Cristoph Waltz. Cannes 2009 gli ha consegnato il Prix d’interprétation masculine (palma d’oro per miglior attore) affiancandolo ad attori del calibro di Sean Penn, Tim Robbins, F.Whitaker, Depardieu, Gian Maria Volontè, etc…
Ottiene così la fama internazionale; sconosciuto al grande pubblico, è già stato scelto da Michel Gondry nella parte dell’antagonista del suo nuovo film The Green Hornet.

Inglorious Basterds è comunque un film “alla Tarantino” per tanti motivi, a cominciare dal titolo. Come già sentito fino alla nausea sappiamo che è un omaggio a Quel maledetto treno blindato di Enzo G.Castellari, che in America venne distribuito col nome The Inglorious Bastards.
inglorious-bastards

In realtà non è solo un’omaggio, ma una libera reinterpretazione del film del ’77, di cui ha acquistato i diritti ma ne ha in ogni caso storpiato il nome. Inoltre Castellari, al secolo Enzo Girolami, fa una piccola comparsa tra i nazisti. Rivitalizzato, a quanto pare dal contatto con Tarantino, Castellari torna dietro la macchina da presa dopo quindici anni (la suo ultima opera, Jonathan degli orsi, è del 1994) per girare un film ispirato ad Arancia Meccanica, ma che nel titolo richiama spudoratamente quest’ultimo successo del regista di Knoxville: Caribbean Basterds.

[A vedere il trailer si direbbe soltanto un tentativo di sfruttare la pubblicità che Tarantino ha regalato a questo “maestro” del cinema assopito da anni: già da queste poche immagini si capisce che l’ambientazione e la fotografia hanno la stessa intesità di quelle dei film hard di produzione americana, girati molto spesso su yacht o in una villa].

La cinefilia “spinta” nei film di Tarantino fa scattare sempre una specie di caccia ai riferimenti nascosti. Dai più facili (Mike Myers che interpreta il generale Ed Fenech, annunciata allusione a Edwige Fenech, grandissima attrice del cinema italiano anni ’80), ai meno diretti (Eli Roth, l’Orso Ebreo, che interpreta una prima scena di violenza, in cui spacca il cranio di un nazista con la mazza da baseball, è il regista del violento splatter Hostel).
Il marchio di fabbrica, presente in molte opere di Tarantino, marchio di foggia cinefila naturalmente, è lo “stallo alla messicana”, che molti spettatori avranno percepito come un puro momento tarantiniano.
Locanda “seminterrata”: il tenente Archie Hicox (M.Fassbender), il sergente Hugo Stiglitz (Til Schweigher), e un ufficiale del Reich si puntano la pistola a vicenda, creando una situazione di stallo: già visto? Certamente: la scena finale de Le Iene (già lì omaggio/furto a Cani arrabbiati di Mario Bava), così come in Pulp Fiction (Vincent Vega -J.Travolta- punta Coniglietta -Amanda Plummer- che tiene sotto tiro Jules -S.L.Jackson- che mira Zucchino -T.Roth)

Riferimenti precisi al Mexican Standoff più famoso: il duello finale de Il buono, il brutto e il cattivo forse massima espressione del cosìddetto spaghetti western di cui Sergio Leone fu il padre/pioniere.

Altro tratto fondamentale tipico del cinema tarantiniano è un’ibridazione di generi molto forte: egli stesso definisce Inglorious Basterds come «un western travestito da film bellico». Ma la cifra del “mosaico-registico” è estremamente più contenuta rispetto alla “Gesamtkunstwerk”, l’opera d’arte totale, rappresentata dai due volumi di Kill Bill, che riassumono quasi tutti i generi: dal comico splatter giapponese (con omaggi/furti ai film di Takashi Miike) all’anime orientale con echi alla Leon (1994, L.Besson); dall’azione in periferia USA, agli scontri nella migliore tradizione del Kung-fu movie; Dal western al sentimentale, all’horror, all’avventura, al fumettistico, al documentario.
In Bastardi senza gloria c’è una maggiore concentrazione, una focalizzazione, un restringimento di campo in questa prospettiva: l’ambientazione da film storico/bellico che cede il passo a una regia come già detto influenzata dal western italiano, è ispirata spesso ad una suspence che ricorda inevitabilmente Hitchcock. In alcuni momenti si avverte la comica atmosfera del Dottor Stranamore di Kubrick, mentre in altri la pesantezza (ricercata) del melodramma tedesco anni ’30, in altri ancora reminiscenze di Vogliamo vivere (1942, E.Lubitsch). Ma non c’è fuori tema.
Possiamo dire che questo film colpisce per la sobrietà registica con cui Tarantino l’ha affrontato. Una trama estrema in cui, sempre la vendetta protagonista come nella migliore tradizione del regista, la Storia cambia e la II Guerra Mondiale termina grazie all’operazione Kino.
Di fronte ad un plot di questo tipo, una regia troppo invadente avrebbe avuto l’effetto ridondante avvertito per esempio in Grindhouse – A prova di morte, con risultati decisamente scarsi al botteghino.
Inglorious Basterds invece ha già superato la prova box office, che sebbene la prima settimana non abbia conquistato la vetta della classifica (qui in Italia) ora, dopo oltre 10 giorni di programmazione ha incassato quasi 5 milioni di euro.
Se una settimana (02/10/09) fa la situazione era questa:

  1. Baarìa (in sala dal 25/09/09) con € 2.094.182 (totale 5.528.619 €)
  2. Bastardi senza gloria (€ 2.000.490)
  3. G-force – Superspie in missione (quello dei criceti in 3D)
  4. Whatever Works – Basta che funzioni (il nuovo di Woody Allen)
  5. L’era Glaciale 3 (ancora in programmazione dal 28/08/09): alla settima settimana, solo in Italia, ha superato quota 28 milioni di euro.
  6. District 9 (ottimo esempio del new-sci-fi)
  7. La ragazza che giocava con il fuoco
  8. Un amore all’improvviso
  9. Pelham 1-2-3 (il nuovo di Tony Scott, quello con Denzel Washington e John Travolta)
  10. Whitout – Incubo Bianco

Ora la classifica (settimana 09/10/09) cambia, con i Basterds che spodestano il sopravvalutato Baarìa, che ha goduto di una tale affluenza di pubblico solo grazie alla martellante pubblicità di cui è stato protagonista nelle reti tv (il trailer in onda su pubbliche e private), sui giornali, nelle trasmissioni di approfondimento dedicati al Festival di Venezia, e perfino nei telegiornali. Prima o poi il pubblico imparerà a diffidare dei film troppo pubblicizzati, anche perchè il teorema è semplice: se la pellicola per essere venduta ha bisogno di troppa pubblicità evidentemente non è in grado di attirare il pubblico tramite il normale e sovrano meccanismo del passaparola.

  1. Bastardi senza gloria con un totale di € 4.834.353
  2. Baarìa: 3° settimana in programmazione raggiunge  € 7.882.609
  3. Fame – Saranno famosi (per carità) [New entry]
  4. G-force
  5. Whatever Works
  6. Barbarossa [N.e.]
  7. L’era Glaciale 3 (ormai a quota € 29.401.841)
  8. La doppia ora [N.e.]
  9. Le mie grosse grasse vacanze greche [N.e.]. E’ un mistero capire come sia entrato tra nella top ten.
  10. District 9

Ora che Inglorious Basterds ha guadagnato la posizione che merita in classifica possiamo anche vederne i punti deboli. La lunghezza di 148 minuti non è però uno di questi. Il film scorre via leggermente; non si avverte la pesantezza di 2 ore emmezzo di visione. Diviso in cinque capitoli di lunghezza  sempre maggiore.
I – Once Upon a Time in Nazi Occupied France: è forse il miglior capitolo del film.
II – Inglourious Basterds: viene presentata la squadra che dà titolo al film.
III – German Night in Paris: numerose e lunghe digressioni da cinema tedesco. Oscure per la maggior parte del pubblico che si perderà tra Pabst, Leni Riefenstahl e Emile Jannings
IV – Operation Kino: l’ “Operazione Kino” sembra fare il verso all’ “Operazione Valchiria” dell’omonimo film di B.Singer, uscito a gennaio di quest’anno. Tom Cruise, nei panni del colonnello Stauffenberg, guiderà l’operazione con l’intento di uccidere Hitler, ma questa volta la storia viene rispettata.
V – The Revenge of the Giant Head: le due trame separate (Shoshanna e Inglorious Basterds) si ricongiungono. Gran finale.

Il difetto peggiore del film è però legato a questa sua leggerezza: è un’opera piena, con tanti elementi, brillanti dialoghi con pretese (legittime) di realismo. Ma sembra vuoto. Dopo due ore emmezzo quello che rimane del film è proprio poco. Brad Pitt nei panni di Raine è bravo, molto bravo, ma non è memorabile. Gli altri Basterds sono incolori e senza spessore, a parte Stiglitz che ha un flashback tutto suo con una presentazione da poliziesco USA anni ’70.
I tedeschi cattivi e macchiettistici (basti pensare Hitler) sono, odiosi, viscidi, e a tratti ridicoli, ma si fatica a ricordarli dopo qualche ora. Solo Landa e Goebbels (quest’ultimo caricaturale) lasciano un segno. La vendetta finale sembra arrivata troppo tardi e perde forse la sua funzione catartica. Shoshanna (la ragazza ebrea che architetta l’attentato) muore per mano di uno scialbo Daniel Bruhl (F.Zoller, il giovane soldato protagonista di “L’orgoglio della nazione”), un insulso personaggio presente spesso sulla scena.
Inoltre la riflessione un po’ banale della presenza in assenza, di Shoshanna che dà il comando di bruciare tramite la sua immagine nel film sebbene sia già morta, è una materia propria dei teorici francesi degli anni 30 e 40. Un po’ stantia dunque.

Detto questo, Inglorious Basterds è un film da vedere, e sicuramente da rivedere. Impossibile prevedere se diventerà un cult o meno. Per ora possiamo almeno stare sicuri che i produttori non avranno paura a finanziare il prossimo film di Quentin Tarantino.
Giandomenico Casetti Bolognini per comequelfilm

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~ di giansignoremerendini su ottobre 14, 2009.

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