LA X

La lettura di questo post è sconsigliata a chi non abbia ancora visto l’episodio 6×01 LA X

Finalmente è cominciata. Il doppio episodio intitolato LA X, che sancisce il cosiddetto “inizio della fine”, come nella migliore tradizione di Lost stupisce gli spettatori con l’introduzione di prospettive inedite e insospettabili: realtà parallela e isola sott’acqua??
Di certo che quest’ultima stagione deve dare una decisa risposta a tanti di quegli interrogativi che neanche queste due nuove puntate hanno minimamente risolto. Si continua infatti apparentemente per addizione a disorientare lo spettatore che può solo fare qualche congettura più o meno confutabile. La regia è affidata all’ottimo Jack Bender, che ormai firma così la direzione del suo 35° episodio di Lost, senza contare i 13 “webisodes” di pochi minuti ciascuno Lost: missing pieces. Questi ultimi consistono in brevi frammenti di materiale (presumibilmente scartato al momento del montaggio finale degli episodi ufficiali) ri-editati in modo tale da costituire micro-racconti da dare in pasto ai più accaniti fan di Lost che così vi possono vedere piccole coincidenze o striminzite spiegazioni (che acquistano valore solo con il senno del poi).
Segnaliamo il primo webisode intitolato The Watch (sottotitolato in italiano) da cui risalire facilmente ai frammenti successivi.
In ordine ai contributi collaterali che la attivissima produzione di Lost sparpaglia per il web, su segnalazione di una nostra lettrice vi consigliamo di dare uno sguardo ad un eccezionale “mockumentary” (finto documentario) che si occupa della Dharma Initiative. Intitolato Mystery Of The Universe, è diviso in 6 parti, di cui vi segnaliamo le versioni sottotitolate in italiano (01 – The Dharma Initiative – sub ita).

La finta trasmissione che pretende di essere un reperto anni 80 dell’archivio ABC (il network che manda in onda Lost), si vuole inserire in quel piccolo cosmo costituito dagli audiovisivi dimenticati e a cui neanche internet spesso può accedere. Difficile sarebbe quindi una verifica di un materiale di 30 anni fa che così, facilmente ad un primo sguardo ottiene lo statuto di credibilità che contribuisce alla fascinazione dello spettatore. Con una post produzione che imita un VHS rovinato, le immagini volutamente generiche e banali, godono palesemente di un montaggio trito e abusato. La voce over ricalca i narratori alla Twilight Zone (Ai confini della realtà) e in poche puntate costruisce una plausibile ricerca che ha messo in luce l’esistenza di un’organizzazione segreta chiamata The Dharma Initiative.

E’ stata creata una mitologia moderna grazie ad un costante lavoro negli ultimi sei anni. Tutto ciò che riguarda Lost ha ottenuto infatti un’aura (nel senso benjaminiano del termine) che non sarà replicata per molti molti anni da nessun altro prodotto d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica.

Giansignore Merendini

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~ di giansignoremerendini su febbraio 4, 2010.

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