Italian Activity

Ci siamo sbagliati. Nel nostro post Paraprassic Activity avevamo ipotizzato che a causa della banale pubblicizzazione e del ritardo con cui arrivava in sala, Paranormal Activity non avrebbe raggiunto grandi incassi. Ci siamo sbagliati di grosso. Abbiamo sottovalutato l’enorme potere del passaparola.
Nel primo fine settimana di programmazione nelle sale italiane infatti il nuovo film di Oren Peli ha già guadagnato 3.669.000 € (fonte MyMovies), piazzandosi secondo tra i più visti in sala.
Curioso che Oren Peli abbia incassato “solo” i 300.000 $ dei diritti che la Paramount ha speso per acquistarlo. La major ha poi investito circa 10 milioni per una campagna pubblicitaria che come abbiamo già detto si è rivelata molto efficace.
Ora, nel nostro paese della politica delle minacce arriva un’altra insperata manna dal cielo per questo brillante horror movie.
Quelli che sono andati a vederlo infatti si sono accorti che PARANORMAL ACTIVITY FA DAVVERO PAURA.
I maggiori quotidiani nazionali di oggi riportano la notizia: “Paranormal fa troppa paura. Mussolini ‘va vietato ai minori” (La Repubblica) e “Paranormal Activity, malori in sala e accuse” (Il Corriere della Sera).
Difatti pare che il nostro pubblico, ormai abituato a “horror-panettoni” in stile The Grudge, Hostel, o Saw non regga la tensione di fronte ad un vero film dell’orrore che non è tale solo nel nome.
Su Repubblica si legge: “Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “I minorenni che in questi giorni hanno subìto effetti legati alla visione del film, quali attacchi di panico, tremori, vomito, stato di choc eccetera, potrebbero richiedere il risarcimento dei danni in Tribunale“.
Tremori? Vomito? Stato di choc? Mancano problemi di minzione e rush cutaneo e verrebbe catalogato come virus di livello 4.
Il Corriere del Mezzogiorno riporta anche “Il caso più grave […] di una ragazzina di 14 anni che, in evidente stato catatonico, è stata portata in ospedale“. Anche lo stato catatonico.
Quanti anni era che un film non provocava effetti neurovegetativi? Si vocifera che a Guantanamo lo usino per estorcere le confessioni ai prigionieri. In Italia intanto si è acceso un dibattito tra personalità di un certo spessore e una di certa levatura morale.
Alessandra Mussolini, il cui cognome dovrebbe spingerla ad un voto del silenzio perpetuo, si erge a paladina dei più deboli (quelli che lei in cuor suo chiama ancora balilla) rivolgendosi al brillante Ministro della Cultura Sandro Bondi chiedendo come mai il film non sia stato vietato ai minori. La richiesta è legittima perché in effetti un bambino di 12 anni (che in generale è molto impressionabile) può venire turbato non poco dal terrore psicologico che dal film scaturisce. Il punto è che per coerenza è la stessa Mussolini che andrebbe vietata ai minori. Notate l’equilibrio di questa personcina che nel dichiarare “meglio fascista che frocio” dimostra tutta la sua profondità.

Un appello alla censura che venga da un tale pulpito fa sorridere anche i meno sorridenti.
Come riporta il Corriere “l’esponente del Pdl spiega infatti che si tratta di un «film ad alto contenuto ansiogeno e non vietato ai minori, che sta provocando numerosi casi di attacchi di panico e di problemi psicologici tra i giovani»”. Che inventio, che dispositio e che elocutio!
“I giovani sono a rischio!” “Problemi psicologici!”. Non mi pare di aver sentito la mussoliniana voce lamentarsi dei problemi psicologici derivanti da una prolungata visione di Canale 5. Forse perché ha preso la residenza nell’ammiraglia Mediaset e non è educato sputare nel piatto in cui si mangia. Fatto sta che gli appelli, anche se a volte giusti, arrivano sempre dalla parte sbagliata.
Ma il Corriere della Sera ci delizia anche con un’altra autorevole opinione, quella del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, di cui nel seguente filmato possiamo ammirare la compostezza e la moderazione, oltre ad una sobrietà accomodante che invoglia ad un costruttivo dialogo in merito agli argomenti trattati.

(Corriere) LA RUSSA: «STOP AL TRAILER IN TV»  – Sulla vicenda si è espresso anche il ministro della Difesa che ha chiesto di vietare il passaggio del trailer del film in tv, almeno nelle fasce non protette e che comprendono un pubblico di minorenni. «Ho visto mio figlio che aveva paura di quello spot, di quel trailer passato in tv – ha detto Ignazio La Russa. La tv dice tante parole, si fa un gran parlare di fasce protette, di programmi e poi infilano in una fascia oraria “frequentata” da bambini 10 trailer di quel film, che poi credo facciano più paura del film stesso».
Naturalmente, ben lungi dal vedermi censore di tali illuminate opinioni, vorrei argomentare una debole critica. Non metto in dubbio che la prole di La Russa abbia paura del trailer di Paranormal Activity, ma la citazione del Ministro termina conclude con una conclusione logica errata perché basata su premesse non vere dettate dalle sue esperienze precedenti. Infatti dire che “credo che il trailer faccia più paura del film stesso” dimostra una certa assuefazione a quel fenomeno che abbiamo visto nel post precedente, per cui spesso un horror-movie viene reclamizzato tramite un trailer montato ad arte che racchiude tutte le scene più ripugnanti del film, cosicché il prodotto intero spesso risulta un annacquato trailer di 2 ore in cui gli unici momenti horror sono quelli presenti nel filmato pubblicitario. Non è certo questo il caso, in quanto ribadiamo che la potenza di Paranormal Activity sta nel riuscire a generare un’angoscia continua nello spettatore senza avvalersi di banali trucchetti. Com’è possibile indurre l’orrore fondato su tale presupposto con un trailer di 2 minuti?
Ma quel che mi stupisce è che La Russa junior, estremamente impressionato da questo trailer non lo sia altrettanto da quello di Saw VI, o di Hostel 2 o di The ring.
Parla di fasce protette il ministro.
Qua sotto pubblico un filmato della fascia protetta sulla televisione del suo padrone:

Sicuramente il figlio non ne sarà terrorizzato. Anzi. Ma non mi sembra che l’impavido difensore di simboli, si lamenti di quanto il clima televisivo nazionale offenda di continuo i precetti che proprio quel simbolo rappresenta. E l’ “onorevole” Mussolini si preoccupa per i danni psicologici di un film piuttosto che di un bombardamento mediatico del regime televisivo che da 10 anni a questa parte educa a varie nefandezze.
Evito di proporre esempi. Basta accendere la televisione su un qualunque canale, proprio nelle cosiddette fasce protette.
Inoltre, sempre sul Corriere della Sera troviamo un capolavoro di cafonaggine del critico cinematografico Mauzio Porro che vale la pena citare: “La pochezza espressiva del tutto è lampante, primo perché ricalca molte storie simili, poi perché la ripetitività regna sovrana. I due coraggiosi attori scelti con un annuncio, Katie Featherston e Micah Sloat, hanno affrontato la prova forse con psicofarmaci (il comodino non è ben inquadrato). Litigano da invasati, ma la sceneggiatura non permette gran che: lei non fa che dire Oh mio Dio, lui sintetizza con la famosa espressione nazional popolare con due zeta, ma coniugata in più inflessioni, sussurrata, gridata, chiosata“.
Il signore che scrive parla di “pochezza espressiva” e poi due righe dopo non sa far meglio che ricorrere a rozzezze del tipo “i due attori hanno affrontato la prova forse con psicofarmaci”, seguito da un tristissimo tentativo di battuta tra parentesi.

Con questi piccoli esempi possiamo concludere che la “pochezza”, non solo espressiva ma soprattutto umana, ci circonda ovunque costantemente, ma Paranormal Activity in quanto piccolo capolavoro contemporaneo ne è indubbiamente estraneo.

Giansignore Merendini

Annunci

~ di giansignoremerendini su febbraio 9, 2010.

2 Risposte to “Italian Activity”

  1. “Quanto poco coraggio”

    Ormai mi sono abituato alla tristezza di questi vecchi poco-pensatori che si auto definiscono critici. Penso ad esempio a Mereghetti, uno di quei pochi che con i suoi articoli sul Corriere della Sera riesca a spostare fette reali di pubblico da una sala all’altra (non ricordo se fu lui a dare più stelle a Taxi girl -con la Fenech- che all’Avventura di Antonioni). Ad ogni modo, l’illustre teorico, nel criticare “Baciami ancora” di Gabriele Muccino, ricorda i bei tempi dell’Ultimo bacio, definendolo un film “..così coraggiso”. Cosa dovremmo dire allora di film come The wild blue yonder o Grizzly man di Herzog? Dei film del buon vecchio (semi sconosciuto) Mereu o del recente La bocca del lupo? Ho citato i primi che mi sono venuti in mente.. quanto poco coraggio.

  2. ..la Mussolini.. ho ancora i brividi dall’ignoranza che permea la sua esistenza, povertà culturale misera nei valori e nelle intenzioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: