L’Ora Nera

LOra-Nera_Locandina

L’orrenda locandina dell’ Ora nera non rende giustizia a quello che state per vedere, se state per vedere l’ Ora nera.(1) Non se ne vedevano di così brutte dai film di Eddie Murphy degli anni 2000.

The Darkest Hour, letteralmente “l’ora più buia” (ma non è questa la sede per esaminare il busillis dei titoli tradotti per la distribuzione italiana) è un discreto B-Movie di genere che può vantare la garanzia di Emile Hirsch come protagonista.

Spesso le pellicole di secondo piano entrano nel mercato come riempitivi del cartellone cinematografico, arrivano al grande pubblico e vengono dimenticate subito dopo. Ma. Questo piccolo prodotto costato poco più di 30 milioni di dollari riesce a evocare atmosfere di un capolavoro del fumetto come “l’eternauta” e ad ambientare una storia di fantascienza in un paese non anglofono. La scenografia di una Mosca desolata ricoperta di “polvere di umani” una volta tanto sostituisce i palazzi newyorchesi in rovina (in stile “Io sono leggenda“) o qualunque altro scorcio nordamericano già postprodotto con ogni tipo di effetto catastrofico. Naturalmente sarebbe stato troppo chiedere anche un protagonista non made in USA, ma si va avanti un passo alla volta.

Il filone dell’invasione aliena è forse la sottobranca della fantascienza che annovera il maggior numero di esponenti; è perciò difficile essere completamente originali nella trattazione dell’argomento. Nel nostro Ora nera gli alieni invisibili sono una bella trovata funzionale al thrilling del film, ma l’attacco elettromagnetico pre-invasione fa troppo “la guerra dei mondi“. Inoltre l’incedere della trama a colpi di morti tra i compagni di viaggio è ormai un elemento che il pubblico ha imparato a riconoscere e rifiutare per sovraddosaggio grazie agli innumerevoli “Final Destination” e proprio per contrasto con questo cliché ci si sarebbe potuti sbarazzare dei co-protagonisti meno ovvi piuttosto che di quelli bollati dall’inizio della trama con la scritta luminosa “io morirò” ben stampata sulla fronte. Gli effetti speciali alla Vegas Studio sono imbarazzanti, ma la trama non fa troppo affidamento sugli effetti e nemmeno sulla spiegazione scientifica per la quale gli alieni abbiano scelto in nostro pianeta.

Malgrado tutti questi punti deboli il film fila liscio e si lascia guardare fino alla fine, omettendo con intelligenza scene d’amore insensatamente lunghe, scene d’addio ridicole e tutta quella serie di inutili fesserie che sembra “debbano” essere in un film causa la mancata presa sul pubblico.

Il pregio più grande dell’ Ora nera infatti è il suo essere scarno, quasi completamente privo di superflue messinscena usate come trucchetti truffaldini che mirano all’affezione del pubblico per il personaggio principale. Consigliato agli amanti dei B-Movie di fantascienza.

Sconsigliato a chi dice “Minzega, 2012 è troppo bello quando esplodono le shtorie”.

*(1) – Per apprezzare questa frase leggete “Storia della tautologia moderna: il pensiero nel pensiero è il pensiero nel pensiero”.

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~ di giansignoremerendini su aprile 21, 2012.

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